PREMESSA DEI SINDACI DEI COMUNI COSTIERI PROMOTORI DELLA CANDIDATURA

UN PATTO DI TERRITORIO PER LA RESILIENZA BLU

La candidatura del Delta del Po a Capitale Italiana del Mare 2026 si configura come una scelta strategica di alto profilo e una risposta necessaria alle sfide ambientali e produttive contemporanee. Per la prima volta, le amministrazioni di Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle (comuni costieri del Delta del Po) hanno formalizzato una visione comune, segnando un passaggio fondamentale verso la trasformazione di un’area geografica definita “periferia fragile” in un’avanguardia nazionale della sostenibilità marittima.

Coesione e Responsabilità Territoriale Il cuore del dossier risiede nel superamento dei confini amministrativi a favore di un lavoro di squadra senza precedenti. Questa sinergia tra i tre Comuni non è solo un accordo di collaborazione, ma l’espressione di una profonda responsabilità territoriale orientata al bene comune. La capacità di “fare sistema” permette di affrontare con una voce unitaria le complessità di un ecosistema unico al mondo, riconosciuto come Riserva di Biosfera MAB UNESCO, dove l’incontro tra acque dolci e salmastre crea un equilibrio tanto prezioso quanto precario.

Il Ruolo Strategico del GALPA Chioggia e Delta del Po In questo quadro di cooperazione, la collaborazione con il GALPA Chioggia e Delta del Po riveste un ruolo di primaria importanza in qualità di partner strategico. Il GALPA non solo apporta un contributo economico essenziale attraverso il co-finanziamento dell’iniziativa, ma funge da garante per l’efficace attuazione delle politiche del Piano del Mare. Nello specifico, la sua partecipazione assicura una traduzione operativa delle linee guida nazionali per il settore ittico e per la pianificazione dello spazio marittimo nel territorio del Delta del Po. Grazie a questo raccordo strategico, il dossier si dota di uno strumento concreto per la governance della pesca e dell’acquacoltura, garantendo che le azioni siano perfettamente allineate alla programmazione settoriale e alle necessità delle marinerie locali.

Obiettivi e Visione Strategica Il progetto mira a porre sotto i riflettori nazionali un modello di “Resilienza Blu” replicabile a livello europeo. Attraverso questa candidatura, si intende dimostrare come la protezione della biodiversità possa integrarsi con lo sviluppo tecnologico e l’innovazione della Blue Economy, tutelando al contempo le radici marinare del territorio.

Di fronte alle criticità emergenti — quali il cambiamento climatico, la risalita del cuneo salino e le minacce alle biodiversità ittiche locali — il territorio risponde con un piano d’azione corale. L’obiettivo è sancire un nuovo “patto con il mare”, inteso come il centro pulsante di un rilancio culturale, sociale ed economico che lascerà un’eredità duratura per le future generazioni del Delta.

Michele Grossato – Sindaco di Rosolina (Comune Capofila)

“Come Comune capofila, avvertiamo la profonda responsabilità di guidare un progetto che mette al centro l’equilibrio vitale tra sviluppo economico e conservazione ambientale. Per Rosolina, la sfida di Capitale Italiana del Mare 2026 rappresenta il volano per trasformare la nostra costa in un laboratorio a cielo aperto, dove l’accoglienza turistica si sposa indissolubilmente con la ricerca scientifica e la protezione attiva degli ecosistemi dunali.

Il nostro modello di turismo balneare sostenibile non è un concetto astratto, ma una realtà certificata: il prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu, che sventola orgogliosamente sulle spiagge del Delta, testimonia non solo la qualità eccellente delle nostre acque, ma anche l’efficienza dei servizi e l’attenzione maniacale all’educazione ambientale. Questo vessillo è la prova che si può fare turismo rispettando il mare, trasformando il limite ambientale in un valore aggiunto per il visitatore consapevole.

A differenza di altre realtà costiere caratterizzate da una “città lineare” ininterrotta lungo il mare, il nostro territorio si distingue per un carattere insediativo diffuso e discreto. Qui l’urbanizzazione non ha soffocato la natura; abbiamo preservato un paesaggio fatto di ampi respiri, dove i centri abitati dialogano con le valli da pesca e le lagune senza soluzione di continuità. Questa peculiarità urbanistica ci permette di offrire un’esperienza turistica autentica e di bassa densità, lontana dal sovraffollamento, dove la bellezza del litorale è il risultato di una cura costante e di una cultura del mare profonda, capace di proteggere l’identità del Delta del Po pur aprendosi al mondo.

Ma questa non è una sfida isolata. Il nostro territorio è riconosciuto come Area Interna e, attraverso il Contratto di Foce del Delta del Po, stiamo già attuando una Strategia Nazionale (SNAI) ambiziosa. Questa candidatura vuole anche essere la naturale evoluzione di quel percorso: un modo per dare gambe e respiro internazionale a una pianificazione che mira a contrastare l’isolamento e a valorizzare le risorse naturali.

Candidarsi a Capitale del Mare significa, per noi, testimoniare anche una ritrovata coesione territoriale: unire Rosolina, Porto Viro e Porto Tolle significa mettere il bene comune davanti a tutto. È un esempio di come la cooperazione tra amministrazioni e lo Stato possa trasformare le criticità ambientali in opportunità di riscatto, dimostrando all’Italia che il Delta del Po può essere un modello di sviluppo economico e sociale per l’intero Paese.”

Roberto Pizzoli – Sindaco di Porto Tolle

“Il nostro è uno dei territori più vasti e complessi d’Italia, una terra che letteralmente ‘emerge’ dal mare. Il mare per Porto Tolle non è solo un confine, ma il campo in cui seminiamo il nostro futuro. La nostra candidatura come Capitale del Mare 2026 mette al centro il cuore pulsante del Delta: la pesca, l’acquacoltura e l’eccellenza della nostra molluschicoltura. Siamo i custodi di una filiera che affonda le radici nei nostri borghi marinari, luoghi dove le marinerie del Delta del Po custodiscono saperi antichi ma affrontano oggi sfide modernissime.

Dobbiamo guardare in faccia la realtà dei cambiamenti climatici: la risalita del cuneo salino e l’invasione di specie aliene, come il granchio blu, stanno mettendo a dura prova il nostro ecosistema. La resilienza, per noi, significa modernizzare questa filiera, investire in ricerca e tecnologia per difendere il lavoro dei nostri pescatori e garantire che le nostre lagune continuino a essere produttive. Questa opportunità ci permetterà di tutelare i nostri operatori e di rendere i nostri borghi dei modelli di adattamento climatico, dimostrando all’Italia che dalla gestione consapevole della risorsa mare può nascere un nuovo sviluppo economico, capace di attrarre i giovani e proteggere le nostre tradizioni produttive.”

Mario Mantovan – Sindaco di Porto Viro

“Porto Viro sorge dove la forza del grande fiume Po si fonde con l’abbraccio del mare, in un equilibrio dinamico che ha plasmato non solo il nostro paesaggio, ma l’anima stessa della nostra gente. Partecipiamo a questa sfida per celebrare una cultura identitaria unica, fondata sulla millenaria capacità di gestire le acque: un sapere ancestrale che ci ha permesso di trasformare una terra anfibia in un luogo di vita.

Questo straordinario ecosistema è oggi riconosciuto a livello internazionale come Riserva di Biosfera MAB UNESCO, un titolo prestigioso che certifica l’eccellenza del rapporto tra uomo e biosfera nel nostro Delta del Po e ci impone di essere custodi attivi di questo equilibrio. La nostra è una storia di straordinaria resilienza e resistenza: le comunità locali hanno saputo convivere con gli ‘umori’ mutevoli del fiume e le maree dell’Adriatico, resistendo alle forze degli elementi con una tenacia che oggi diventa il pilastro della nostra candidatura.

In questo contesto, l’innovazione non è in contrasto con la tradizione, ma ne è la sua più moderna forma di difesa. Crediamo fermamente che le nuove tecnologie — dal monitoraggio digitale delle acque alla gestione intelligente delle risorse ittiche — siano gli strumenti indispensabili per proteggere il nostro patrimonio culturale e naturale. Innovare significa dare un futuro ai nostri saperi antichi, trasformando la fragilità del territorio in un’avanguardia tecnologica capace di rispondere alle sfide globali.

Candidare il Delta a Capitale del Mare significa riconoscere che solo attraverso un’innovazione consapevole possiamo proteggere un paesaggio che è, allo stesso tempo, fragile eredità e potente risorsa per il futuro.”

Candidare il Delta del Po a Capitale Italiana del Mare 2026 non è quindi solo un atto di orgoglio territoriale, ma una scelta strategica e una sfida necessaria.

Essere Capitale del Mare 2026 significa sancire un nuovo patto con il mare: non più solo una risorsa da sfruttare o un confine da temere, ma il cuore pulsante di un rilancio culturale, sociale ed economico che lascerà un’eredità duratura per le future generazioni del Delta del Po.

Michele Grossato – Sindaco di Rosolina (Comune Capofila)

Roberto Pizzoli – Sindaco di Porto Tolle

Mario Mantovan – Sindaco di Porto Viro

 

Barbara Braghin

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