Confindustria veneto est: «UN TAVOLO PERMANENTE PER LA COMPETITIVITA’ DEL POLESINE E L’ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI»
Dichiarazione del Vicepresidente CVE Carlo Scabin sul documento congiunto di Associazioni di Categoria e Organizzazioni Sindacali sulle politiche per il lavoro e lo sviluppo del territorio
(Padova-Treviso-Venezia-Rovigo – 11.12.2025) – «Oggi avviamo una nuova fase – ha dichiarato Carlo Scabin, Vicepresidente di Confindustria Veneto Est per il Territorio di Rovigo –. La collaborazione tra associazioni imprenditoriali di ogni comparto e sindacati, pur nel rispetto di identità e ruoli, è ormai una condizione imprescindibile per rafforzare la voce delle imprese e del lavoro, costruire un dialogo efficace con le istituzioni locali e regionali e per trasformare le esigenze del Polesine in strategie concrete di competitività e crescita. Abbiamo scelto di concentrarci su obiettivi chiari: l’insediamento di imprese ad alto valore aggiunto e sostenibili, la formazione, istruzione e orientamento per le nuove competenze, il rafforzamento di infrastrutture materiali e immateriali e di quelle sociali, come la casa, per creare relazione e attrarre giovani, attraverso sinergie virtuose tra pubblico e privato. E un contesto amministrativo più semplice e digitale, anche attraverso aggregazioni tra Comuni. Il nostro territorio è ricco di capacità e saper fare, di filiere distintive e potenzialità. Dobbiamo mettere a sistema le opportunità che abbiamo, consapevoli della complessità in cui siamo immersi. E rendere strutturale una “cabina di regia” che metta a sistema idee e competenze con le istituzioni e l’IPA, volta ad accrescere progettualità ed azioni condivise e le risorse destinate al territorio, a partire dalle politiche di coesione, e a sostenere chi ha la voglia e la capacità di crescere e investire qui».
Il quadro economico e produttivo del Polesine
Il Polesine ha un tessuto economico e produttivo diversificato con 27.267 unità locali (al 30.09.2025; -2,2% su base annua) e 72.225 occupati (0,0% sullo stesso periodo 2024), di cui 27.953 nell’industria e costruzioni, e un tasso di disoccupazione al 6,5% (2024). La provincia di Rovigo genera un valore aggiunto di oltre 6,5 miliardi di euro, di cui 1,9 miliardi nell’industria e costruzioni, e un valore aggiunto pro-capite di 28.649 euro (2024). Tra gennaio e ottobre 2025 il bilancio del mercato del lavoro è positivo per +1.635 posizioni di lavoro dipendente, ma in ridimensionamento rispetto all’analogo periodo del 2024. Occupazione femminile +1,2%. Nel 2024 l’interscambio con l’estero è stato pari a 6,4 miliardi di euro (oltre 6,8 nel 2023), sostenuto dalle importazioni (gas naturale, materie prime energetiche, macchinari), 1,8 miliardi il valore delle esportazioni. Nei primi sei mesi del 2025 l’export del Polesine registra una flessione del -2,9% su base annua, dovuta alla debolezza della domanda europea (crisi tedesca), dazi Usa e dollaro svalutato. A settembre 2025 lo stock del credito alle imprese è diminuito su base annua di 104,5 milioni di euro (-6,1%). Il territorio polesano è caratterizzato da un costante calo demografico e innalzamento dell’età anagrafica, statisticamente con redditi da lavoro e da pensione al di sotto della media del Nord-Est. Resilienza, filiere distintive e di eccellenza, attrattività, con una visione e un’azione incisiva “di sistema”, sono le chiavi per un impulso deciso alla crescita coesa e sostenibile.



