POLESINE – ROVIGO E PROVINCIA. L’anno di Plastic Free in Polesine si sta per chiudere ed è il momento dei bilanci e delle riflessioni. L’associazione di volontariato ambientalista fondata a fine luglio del 2019 a Termoli (Cb) dall’imprenditore Luca De Gaetano ha bruciato le tappe e nel giro di pochi anni, resi ancor più complicati dal Covid, si è diffusa in tutta Italia in modo capillare e, recentemente, ha esportato i suoi progetti in tutto il pianeta. Riccardo Mancin, da poco referente per la provincia di Rovigo pur mantenendo un ruolo di coordinamento delle collaborazioni non-profit a livello nazionale, è uno dei veterani della Onlus essendo entrato pochi mesi dopo la nascita e avendo contribuito al suo sviluppo e radicamento nella penisola. “Ho visto sbocciare Plastic Free e ho assistito ad una crescita esponenziale imponente – commenta – Eravamo pochi ma pieni di entusiasmo e passione ed ora possiamo contare su oltre mille referenti ossia cittadini che, diventati soci, aspirano a diventare i nostri portavoce sul territorio. In Polesine sono 21 ma siamo sempre alla ricerca di cittadini che siano promotori di cambiamento positivo nei luoghi dove vivono.” Le attività ufficiali di pulizia ambientale in provincia nel 2025 sono state ben 61 con un totale di oltre 1600 partecipanti e più di 51.000 kg recuperati ma il bottino è senz’altro superiore se si sommano tutte le uscite occasionali dei singoli e dei gruppi di volontari locali, sempre pronti a darsi da fare per togliere dalla natura plastica e rifiuti. “Non possiamo non notare un aumento degli abbandoni – continua Mancin – Ci sono zone più colpite e altre meno ma in linea di massima lo sversamento criminale nell’ambiente è un fenomeno purtroppo diffuso in Polesine che ha visto un peggioramento evidente negli ultimi anni. Continuiamo a impegnarci nel tenere pulito per quanto possibile ma anche a chiedere maggiore impegno ed efficacia delle istituzioni nel cercare di stroncare questa piaga.” Attualmente sono 18 i Comuni polesani che hanno firmato il protocollo di intesa con l’associazione e due sono i Comuni che hanno ricevuto il riconoscimento come Comune Plastic Free, Taglio di Po e Pontecchio Polesine. Quest’anno le candidature polesane sono aumentate e questo fa ben sperare con Mancin che precisa: “Un Comune che ottiene il riconoscimento Plastic Free non significa un Comune senza plastica ma un Comune che si impegna in un percorso virtuoso, sottoponendosi alla valutazione dell’associazione che, sulla base di una serie di criteri stringenti, definisce un punteggio e premia l’amministrazione con una, due o tre tartarughe. Lo scopo è sposare la causa e puntare ad obiettivi di sostenibilità ambientale che aiutino la collettività.” Anche l’educazione nelle scuole è un altro punto forte dell’associazione. In provincia quest’anno sono stati ben 74 gli incontri con gli istituti di ogni ordine e grado che hanno raggiunto quasi 4000 studenti, divulgando buone pratiche e sensibilizzando sulla tematica. “I nostri interventi nelle scuole prevedono una parte teorica con l’ausilio di video e foto, differenziati a seconda dell’età dei fruitori, seguiti da una azione di pulizia outdoor, da concordare con i docenti. – spiega Anna Nicoli, referente polesana nonché coordinatrice regionale del progetto scuole – Una collaborazione preziosa è stata avviata con la Consulta Provinciale degli studenti (CPS), guidata dalla docente referente provinciale Valeria Vettorato, la psicologa Silvia Cavalieri e le ricercatrici ISTAT Susi Osti e Rina Camporese. Tra i nostri obiettivi c’è quello di raggiungere sempre più studenti e la sinergia con il CUR va in questa direzione. Importante anche il patto di collaborazione firmato di recente con la sede sindacale SNALS Scuola di Rovigo per promuovere iniziative Plastic Free ed è imminente l’inizio di un percorso di collaborazione con la Diocesi di Adria – Rovigo per il Festival Biblico.” Ottimi anche i feedback degli appuntamenti di sensibilizzazione cittadina organizzati durante il 2025, momenti in cui si cerca di raggiungere la comunità in varie forme, dal semplice banchetto informativo all’evento dedicato e più strutturato, coinvolgendo enti e realtà che rappresentino un valore aggiunto. “Nel 2025 – spiega Paolo Monesi, vice referente provinciale anch’esso veterano della Onlus – i referenti polesani hanno organizzato 22 appuntamenti divulgativi aperti a tutta la cittadinanza in diversi comuni polesani raggiungendo ben 4.150 cittadini. L’evento di maggior richiamo è stata la prima edizione del Plastic Free Day svoltosi lo scorso ottobre nel capoluogo. Una intera giornata di sensibilizzazione sul tema dell’inquinamento da plastica che ha visto la mattina dedicata ad alcune scuole della città e il pomeriggio con due importanti tavoli, il primo sulla tematica dell’inquinamento fluviale e marino con relazioni di ISPRA, CUR, CNR ADBPO e Medici per l’ambiente e il secondo sul fenomeno dell’abbandono dei rifiuti con un confronto tra autorità, amministratori locali ed enti di gestione. Il Polesine è stato ed è protagonista per tutto il 2026 del progetto Po SalvaMare, iniziativa finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e coordinato dall’Autorità Distrettuale Bacino del PO, con il patrocinio dei Comuni e la collaborazione delle associazioni locali. Ultimo, non come importanza, l’attenzione verso lo sport che ha visto l’ecotrail Epica dell’Acqua diventare il primo evento riconosciuto dall’associazione con bollino EcoEvent Plastic Free per il suo impegno nell’eliminare la plastica monouso. Volere è potere.”