Orazio Mezzetti nato a Venezia il 2 Maggio 1951. Araldista, ricercatore storico, blasonista, vessillologo, docente in storia ed estetica araldica, fondatore e Presidente della Serenissima Accademia degli Stemmi, Perito Araldico, Consulente Tecnico (CTU) Esperto in Scienze Araldiche presso il Tribunale di Ferrara, illustratore e grafico.
“Il 3 Novembre, è stata avviata l’iniziativa per lo studio di un progetto di gemellaggio tra Venezia e Pompei, un progetto che intreccia storia, fede e cultura. Con questa iniziativa ripercorriamo le radici profonde che uniscono queste due città attraverso l’esito della battaglia di Lepanto, il culto del Rosario e le figure dei papi Pio V e Gregorio XIII.
Da tempo sentivo in cuore che Venezia e Pompei, pur distanti geograficamente, condividessero un’anima comune. Oggi, con l’iniziativa per il loro gemellaggio, questa intuizione trova finalmente forma. Non si tratta solo di un accordo tra due città: è il riconoscimento di un legame storico e spirituale che affonda le radici nel cuore del Mediterraneo e nella fede cristiana.
Con grande convinzione, ho indirizzato due lettere ai Sindaci di Venezia e Pompei, invitandoli a un confronto aperto e costruttivo per rendere possibile questo gemellaggio. L’obiettivo è quello di valorizzare le radici comuni che legano queste città: la storia, la fede, cultura ed il culto mariano.
Tutto ha inizio il 7 ottobre 1571, quando le acque di Lepanto furono teatro di una delle battaglie più cruente e decisive della storia europea. La Lega Santa, guidata da Venezia e sostenuta dal papato, sconfisse l’Impero Ottomano, arrestando la sua espansione verso l’Europa. Ma quella vittoria non fu solo militare: fu anche spirituale. Papa Pio V, consapevole della gravità dello scontro, invitò tutti i fedeli alla preghiera del Rosario, affidando la sorte della cristianità alla Madonna.
La vittoria fu attribuita all’intercessione della Vergine, e il Papa Pio V, che ebbe una visione della vittoria al mezzodì del 7 ottobre, istituì la festa di Santa Maria della Vittoria, poi trasformata dal Papa Gregorio XIII, suo successore, nella festa del Santo Rosario. Due papi, due visioni convergenti: la difesa della fede e la celebrazione della preghiera come arma spirituale.
E qui entra in gioco Pompei, città che, secoli dopo, sarebbe diventata il fulcro del culto mariano grazie al Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, fondato da San Bartolo Longo. Pompei divenne il simbolo della rinascita spirituale attraverso il Rosario, proprio come Venezia lo era stata nella difesa della cristianità.
Il gemellaggio tra queste due città non è dunque un semplice atto amministrativo. È un ponte tra la storia e la devozione, tra la spada e il rosario, tra la Madonna della Vittoria e la Madonna del Rosario. È un invito a riscoprire le radici comuni, a valorizzare il patrimonio spirituale che ha plasmato l’identità europea.
Come veneziano e seguace di Clio, Musa della Storia, vedo in questa iniziativa un’occasione per educare, celebrare e unire. Venezia e Pompei, insieme, possono raccontare al mondo una storia di fede che ha attraversato i secoli, e che oggi torna a parlarci con forza, amore e bellezza. Orazio Mezzetti”.
Barbara Braghin


