Ornella Vanoni (Milano, 22 settembre 1934 – Milano, 21 novembre 2025) è stata una cantante, attrice e conduttrice televisiva italiana.
Considerata tra le interpreti più celebri della musica italiana, ha iniziato la propria carriera negli anni Cinquanta attraversando oltre sette decenni di attività. Nota per la sua versatilità, ha interpretato generi che vanno dalle “canzoni della mala” al pop d’autore, passando per la bossa nova e il jazz. Ha pubblicato più di cento tra album, EP e raccolte e ha venduto milioni di dischi durante la sua carriera. Tra i riconoscimenti più importanti, ha ricevuto diversi premi dal Club Tenco ed è stata presente più volte al Festival di Sanremo..
Figlia di un industriale farmaceutico, Nino, e di Mariuccia, dopo avere studiato dalle Orsoline, frequentò diversi collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra con il desiderio di diventare estetista.
«Sono stata una ragazza inventata. Inventata dagli altri. Di mio avrei voluto fare l’estetista, niente di più. Avevo l’acne e avrei voluto curare la pelle, la mia e quella degli altri. Ero andata a studiare Lingue in Inghilterra, in Svizzera, in Francia e quando tornai a Milano non sapevo che cosa fare. Fu un’amica di mia madre a lanciare l’idea: “Hai una bella voce, perché non fai l’attrice?”. Mi iscrissi alla scuola di recitazione del Piccolo. Il giorno degli esami d’ammissione ero terrorizzata, tanto da sentirmi male. Con la V di Vanoni venni chiamata per ultima, sapevo che nella commissione c’erano grossi nomi, Strehler, Paolo Grassi, Sarah Ferrati. Quando mi hanno chiamata, avevo il cuore a mille. Recitai un pezzo dell’Elettra, ero follemente emozionata, chiedevo scusa a tutti, mi interrompevo […] A un certo punto ho sentito una voce femminile: “Attenzione, qui c’è qualcosa”. Era della Ferrati. Mi presero. Dopo un anno divenni la compagna di Strehler, era il ’55. E fu scandalo. Avevo vent’anni, lui era sposato, non c’era il divorzio e, per di più, viveva da solo, era di sinistra ed era un artista. Mia madre si lamentava, piangeva: “Così ti rovini, ti devi sposare.”»
(Ornella Vanoni)
Tornata a Milano, nel 1953 si iscrisse all’Accademia d’arte drammatica del Piccolo Teatro diretto da Giorgio Strehler. Nel 1956 debuttò come attrice in Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello.
Il 13 aprile 1957 partecipò alla prima rappresentazione al Piccolo Teatro del dramma I Giacobini di Federico Zardi, in cui cantò alcune ballate legate alla Rivoluzione francese (Les rois s’en vont e La Seine est rouge).
In seguito, Giorgio Strehler iniziò a costruirle un repertorio musicale su misura, includendo brani che contribuirono a definire il suo stile distintivo.
Durante i primi anni al Piccolo Teatro, Ornella Vanoni osservava gli attori più esperti come Tino Buazzelli e Sarah Ferrati e iniziava a sviluppare le proprie capacità sceniche. Sotto la guida di Giorgio Strehler, cominciò a cantare brani durante i cambi di scena dello spettacolo I Giacobini di Federico Zardi.
In collaborazione con autori come Dario Fo, Fiorenzo Carpi e Gino Negri, Strehler sviluppò un repertorio basato su alcune antiche ballate dialettali, creando nuovi testi incentrati sul tema della malavita, noti come canzoni della mala. La prima tournée teatrale della cantante si concluse con uno spettacolo a Spoleto durante il Festival dei Due Mondi nel 1959.
Nel ottobre 1958 Vanoni registrò la sua prima incisione discografica per l’etichetta Ricordi, pubblicando un EP intitolato Le canzoni della malavita con brani come Saint Lazare di Aristide Bruant e Jenny delle Spelonche da L’opera da tre soldi di Bertolt Brecht. Seguirono ulteriori brani inediti come Sentii come la vosa la sirena e Canto di carcerati calabresi.
Nel dicembre 1959 uscì il secondo EP, Le canzoni della malavita vol. 2, contenente le celebri Hanno ammazzato il Mario, La zolfara, Ma mi e Le mantellate.
Le interpretazioni di Vanoni, caratterizzate da una particolare timbrica vocale e gestualità, suscitarono l’interesse del pubblico e della critica, pur incontrando inizialmente qualche opposizione da parte della censura e di ambienti più conservatori. Terminato il rapporto professionale con Giorgio Strehler, Vanoni si allontanò dal Piccolo Teatro per intraprendere un percorso artistico autonomo.
Nell’estate 2020 firma un contratto con la casa discografica BMG Rights Management e annuncia la preparazione di un nuovo album di inediti, a distanza di sette anni dall’ultimo. L’8 gennaio 2021 viene pubblicato il primo singolo dal disco, Un sorriso dentro al pianto, scritto da Francesco Gabbani. Intitolato Unica, l’album è uscito il 29 gennaio 2021 e si compone di undici brani arrangiati da Fabio Ilacqua e prodotti; in esso figurano le collaborazioni in scrittura di Pacifico, Renato Zero, Giuliano Sangiorgi (autore del secondo singolo Arcobaleno, uscito il 29 gennaio) e Gabbani e ci sono tre duetti: Carezza d’autunno con Carmen Consoli, Tu/me con Virginia Raffaele e La mia parte con Fabio Ilacqua. L’album debutta alla 3ª posizione della classifica FIMI tra gli album e alla 2ª posizione tra i vinili più venduti della settimana. Il 26 febbraio esce Carezza d’autunno cantata con Carmen Consoli. Il 6 marzo 2021 è ospite d’onore dell’ultima serata del 71º Festival di Sanremo, nel quale si esibisce con un medley dei suoi più grandi successi e Un sorriso dentro al pianto accompagnata al pianoforte da Gabbani. Il 26 marzo è la volta del singolo Isole viaggianti, uscito digitalmente; la versione 7” è stata commercializzata il 4 giugno successivo.
Nello stesso anno è anche guest star della quarta puntata della fiction di Rai 1, La Compagnia del Cigno diretta da Ivan Cotroneo. A luglio 2021 esce l’ironica e raffinata hit estiva Toy Boy, con Colapesce e Dimartino, il cui videoclip è stato diretto da Luca Guadagnino. Il 31 luglio dello stesso anno riceve il Power HitStory alla carriera nel corso della manifestazione canora Power Hits Estate 2021 all’Arena di Verona e si esibisce dal vivo con Domani è un altro giorno e Un sorriso dentro al pianto.
Il 10 settembre viene presentato in anteprima come evento speciale nella selezione ufficiale delle “Giornate degli autori” nel corso della 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il film-documentario Senza fine, diretto da Elisa Fuksas e prodotto da Tenderstories, un incontro-scontro con la regista tra ricordi e canzoni, ambientato in una beauty farm alle terme di Castrocaro; nel film compaiono anche Paolo Fresu, Samuele Bersani e Vinicio Capossela. Inoltre riceve il riconoscimento alla carriera Soundtrack Stars Award. Il film è stato distribuito a livello nazionale a partire dal 24 febbraio, con anteprime selezionate il 21, 22 e 23. Il 1º ottobre esce il singolo Tu/Me con Virginia Raffaele, accompagnato anche da un ironico videoclip e scelto anche come colonna sonora della Serie TV originale Netflix LunaPark. Mentre il 26 novembre viene pubblicata la riedizione di Unica, intitolata Unica Celebration Limited Edition 2022, contenente materiale audio e video extra.
A Natale dello stesso anno fa parte del cast tutto al femminile della commedia 7 donne e un mistero diretto da Alessandro Genovesi, remake del film francese di François Ozon, distribuito nelle sale da Warner Bros. il 25 dicembre.
Il 25 ottobre 2022, a causa di una caduta, si rompe il femore e si trova costretta a rinviare un tour previsto per il mese successivo.
L’11 febbraio 2023 torna come ospite all’ultima serata del 73º Festival di Sanremo.
Dall’anno seguente è tra gli ospiti frequenti del programma Che tempo che fa sul Nove.
Nel 2024 viene pubblicata una nuova versione del brano di Ornella Vanoni Ti voglio, le artiste interpreti sono la stessa Vanoni, Elodie e Ditonellapiaga.
L’ultima apparizione in pubblico è avvenuta il 2 novembre 2025 nel programma Che tempo che fa, dove ha parlato con ironia della sua salute e della morte, affermando che «la bara è un regalo utile».
Ornella Vanoni si è spenta a 91 anni nella tarda serata del 21 novembre 2025 nella sua casa milanese, a seguito di un arresto cardiaco.
Vita privata
Nel corso degli anni ha alternato importanti e celebri storie d’amore che per lungo tempo riempirono le pagine della cronaca rosa. Quattro sono stati i principali rapporti d’amore: nel 1953 fu legata al celebre regista teatrale Giorgio Strehler, con cui intratterrà un importante e intenso rapporto di circa un anno. La stessa Vanoni ha in seguito dichiarato che fu proprio lei a lasciare il regista per via di alcune cattive abitudini non condivise dalla cantante, quali ad esempio l’assunzione di cocaina. Al riguardo Vanoni dichiarerà parecchi anni dopo: «La mia dipendenza dalla coca sarà durata due anni, perché per stare con un uomo che la assume per anni o la assumi anche tu o non ci puoi stare.» In seguito instaurò un sodalizio artistico e sentimentale con Gino Paoli. La storia d’amore fu particolarmente tormentata e difficile, tant’è che presto i due decisero di separarsi. Solo molti anni dopo la fine della storia Vanoni dichiarò di aver perso un figlio da Paoli. Successivamente affermò di aver ricorso lei stessa all’aborto in un’altra occasione: «Non è che io ho deciso – ha raccontato -, io stavo con questo ragazzo svizzero […] sono rimasta incinta e lui il bambino non lo voleva. Io ero molto insicura […] e ho abortito ma non avrei voluto farlo.» Nel 1960 Vanoni convolò a nozze con il noto impresario teatrale Lucio Ardenzi. I due si lasciarono poco prima della nascita del figlio Cristiano, avvenuta nel 1962. La cantante ha anche due nipoti.
Barbara Braghin


